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Scheda film: La Dea Fortuna

Titolo: La Dea Fortuna

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

Regia: Ferzan Ozpetek

Attori: Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Serra Yilmaz, Barbara Alberti, Sara Ciocca, Pia Lanciotti, Edoardo Brandi, Cristina Bugatty, Filippo Nigro

Paese: Italia

Anno: 2019

Trama La Dea Fortuna, il film diretto da Ferzan Ozpetek, vede protagonista Alessandro (Stefano Accorsi) e Arturo (Edoardo Leo), insieme da più di 15 anni. Come molte coppie di lunga data, anche la loro, mossa all'inizio da un forte vento di passione, si è trasformata col tempo. I momenti focosi sono diminuiti, lasciando spazio a un grande affetto. Ultimamente, però, il loro legame sembra non riuscire più a superare alcun ostacolo, trascinando il loro rapporto in una logorante crisi relazionale. Un giorno Annamaria (Jasmine Trinca), la migliore amica di Alessandro lascia in custodia a lui e al suo compagno i due figli e l'improvviso arrivo dei bambini nelle loro vite dà una svolta alla coppia e alla noiosa routine in cui sono caduti. Alessandro e Arturo arrivano a compiere una scelta totalmente folle..ma ogni grande amore nasconde in sé un briciolo di pazzia.
Proiezioni

Giovedì, 09/07/2020
21:30

Premi della critica

Recensioni della critica

Il richiamo della foresta è l'esordio alla regia di cinema dal vero per Chris Sanders, storico regista e storyboard artist dell'animazione: a partire dal suo lavoro più celebre in Disney, Lilo & Stitch, per finire alle creazioni in DreamWorks Animation, come Dragon Trainer e I Croods. Non che questo film lasci del tutto l'animazione fuori dalla porta: il cane Buck è infatti chiaramente animato in CGI, senza disdegnare peraltro una marcata espressività cartoon. Il modello 3D è basato su un cane dello stesso regista, preciso incrocio di un San Bernardo e di un Collie scozzese, esattamente quello descritto da London nel suo romanzo breve. Il libro fu pubblicato nel 1903, divenendo quasi immediatamente un classico adorato tuttora, tradotto in 47 lingue. Crudo il necessario, epico, segue il progressivo ritorno alle leggi della natura da parte di un cane nato in cattività. Il successo del lavoro fu tale che Jack London si mise immediatamente all'opera su una vicenda inversa, Zanna Bianca (1906), dove invece il cane protagonista passa da selvatico ad addomesticato. Diversi gli adattamenti sotto forma di audiovisivo: si cominciò addirittura all'epoca del muto, con un film del 1923 a cura degli Hal Roach Studios, ma fu necessario attendere il 1935 per il celebre Il richiamo della foresta di William Wellman con Clark Gable, nel ruolo del cercatore d'oro Jack Thornton, uno dei pochi amici che Buck incontra nella sua violenta avventura. Trascorsero quasi quarant'anni prima che Hollywood azzardasse una nuova versione, questa volta collocando Charlton Heston nella parte di Thornton, in un Richiamo della foresta (1972) diretto da Ken Annakin. Cosa curiosa, pare che la versione più fedele al romanzo sia stata realizzata per il piccolo schermo, proprio con il partner di Harrison Ford in Blade Runner, Rutger Hauer: The Call of the Wild Dog of the Yukon risale al 1996 ed è stato apprezzato dai più filologi. Le riprese di questo Richiamo della foresta sono iniziate nell'agosto del 2018, con alcuni reshoot che probabilmente si sono protratti fino alla primavera del 2019, visto che Ford mostrava in quel periodo ancora il barbone del suo Jack. La sceneggiatura questa volta poggia sulle spalle di Michael Green, che per Harrison ha già scritto Blade Runner 2049 ed è inoltre responsabile della serie American Gods, oltre ad aver affrontato altri due importanti adattamenti da classici letterari anglosassoni: Assassinio sull'Orient Express e il prossimo Assassinio sul Nilo.

I fan del regista italo-turco ritroveranno nel film il cinema che amano, ma questa volta ci sono più misura, maturità e verità. E anche chi non lo ama potrà apprezzare, grazie anche a Stefano Accorsi e - soprattutto - Edoardo Leo, bravissimo nel trovare misura e equilibrio tra i registri leggero e drammatico, e capace di piazzare saldamente nel reale nel verosimile i mondi e i sentimenti di Özpetek come forse mai prima era avvenuto nel suo cinema. Lontana da specifiche questioni di genere, questa è una storia d'amore (e di ricerca della felicità) dalla valenza universale. (Federico Gironi - Comingsoon.it)