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Scheda film: Jojo Rabbit

Titolo: Jojo Rabbit

Genere: Commedia, Drammatico

Durata: 108 minuti

Regia: Taika Waititi

Attori: Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Sam Rockwell, Archie Yates, Rebel Wilson, Alfie Allen, Stephen Merchant

Paese: Germania, USA

Anno: 2020

Trama Jojo Rabbit, film diretto da Taika Waititi, è la storia di un dolce e timido bambino tedesco di dieci anni, Jojo Betzler (Roman Griffin Davis), soprannominato "Rabbit", appartenente alla Gioventù hitleriana durante i violenti anni della Seconda guerra mondiale. Siamo nella Germania del 1944, il padre di Jojo è al fronte in Italia, mentre sua madre, Rose (Scarlett Johansson), si prende cura di lui, dopo la morte della sorella. Il bambino trascorre le sue giornate in compagnia di Yorki, il suo unico vero amico, e frequentando un campo per giovani nazisti, gestito dal capitano Klenzendorf (Sam Rockwell). Sebbene sia considerato strambo dai suoi coetanei, il ragazzo si sente un nazista avvantaggiato perché ha un amico immaginario molto particolare: una versione grottesca e caricaturale di Adolf Hitler (interpretato dallo stesso regista del film Taika Waititi). Jojo odia gli ebrei, nonostante non ne abbia mai visto uno, è fermamente convinto che sia giusto ucciderli. La sua visione nazista del mondo cambia completamente quando scopre che sua madre nasconde in soffitta una ragazza ebrea (Thomasin McKenzie). Da questo momento in poi Jojo dovrà fare i conti con i dubbi sorti riguardo il nazionalismo e in questo dissidio interiore verrà aiutato soltanto dal suo amico immaginario Adolf.
Proiezioni

Mercoledì, 15/07/2020
21:30

Premi della critica

Recensioni della critica

Il richiamo della foresta è l'esordio alla regia di cinema dal vero per Chris Sanders, storico regista e storyboard artist dell'animazione: a partire dal suo lavoro più celebre in Disney, Lilo & Stitch, per finire alle creazioni in DreamWorks Animation, come Dragon Trainer e I Croods. Non che questo film lasci del tutto l'animazione fuori dalla porta: il cane Buck è infatti chiaramente animato in CGI, senza disdegnare peraltro una marcata espressività cartoon. Il modello 3D è basato su un cane dello stesso regista, preciso incrocio di un San Bernardo e di un Collie scozzese, esattamente quello descritto da London nel suo romanzo breve. Il libro fu pubblicato nel 1903, divenendo quasi immediatamente un classico adorato tuttora, tradotto in 47 lingue. Crudo il necessario, epico, segue il progressivo ritorno alle leggi della natura da parte di un cane nato in cattività. Il successo del lavoro fu tale che Jack London si mise immediatamente all'opera su una vicenda inversa, Zanna Bianca (1906), dove invece il cane protagonista passa da selvatico ad addomesticato. Diversi gli adattamenti sotto forma di audiovisivo: si cominciò addirittura all'epoca del muto, con un film del 1923 a cura degli Hal Roach Studios, ma fu necessario attendere il 1935 per il celebre Il richiamo della foresta di William Wellman con Clark Gable, nel ruolo del cercatore d'oro Jack Thornton, uno dei pochi amici che Buck incontra nella sua violenta avventura. Trascorsero quasi quarant'anni prima che Hollywood azzardasse una nuova versione, questa volta collocando Charlton Heston nella parte di Thornton, in un Richiamo della foresta (1972) diretto da Ken Annakin. Cosa curiosa, pare che la versione più fedele al romanzo sia stata realizzata per il piccolo schermo, proprio con il partner di Harrison Ford in Blade Runner, Rutger Hauer: The Call of the Wild Dog of the Yukon risale al 1996 ed è stato apprezzato dai più filologi. Le riprese di questo Richiamo della foresta sono iniziate nell'agosto del 2018, con alcuni reshoot che probabilmente si sono protratti fino alla primavera del 2019, visto che Ford mostrava in quel periodo ancora il barbone del suo Jack. La sceneggiatura questa volta poggia sulle spalle di Michael Green, che per Harrison ha già scritto Blade Runner 2049 ed è inoltre responsabile della serie American Gods, oltre ad aver affrontato altri due importanti adattamenti da classici letterari anglosassoni: Assassinio sull'Orient Express e il prossimo Assassinio sul Nilo.

Dai vampiri in condivisione di casa nella sua Nuova Zelanda alle mirabilie dei cinecomic Marvel. La carriera di Taika Waititi è in grande ascesa e all'insegna della variazione con brio. Questa volta inietta la sua satira su nazismo e Shoah nella storia di formazione di un bambino tedesco, durante la fase calante della Seconda guerra mondiale. Insicuro e emarginato, cerca conferme dal suo amico immaginario: Adolf Hitler in persona. Una favola nera che inizia come un film di Wes Anderson e in cui viene poi demistificato il supereroe cattivo, Hitler, che Waititi racconta dopo il supereroe buono Thor, con tanto di discussa pancetta. Scommessa vinta solo a metà, cerca di piacere a tutti rimanendo in superficie, rimane allergico a molti tabù che sembrerebbe voler rompere. Eppure regala momenti spassosi, interpretazioni convincenti, come quelle dei due teneri ragazzini, che lasciano poi spazio a una seconda parte in cui tutto rientra in un alveo decisamente più convenzionale. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)