• Sei il visitatore n° 1199740

Eventi della prossima settimana

Mignon D'Essai
Mignon & Ragazzi

Trailer

Scheda film: Il Traditore

Titolo: Il Traditore

Genere: Drammatico

Durata: 148 minuti

Regia: Marco Bellocchio

Attori: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Giovanni Calcagno, Bruno Cariello, Nicola Calì, Alberto Storti, Vincenzo Pirrotta, Goffredo Bruno, Gabriele Cicirello, Paride Cicirello, Alessio Praticò, Elia Schilton, Pier Giorgio Bellocchio, Antonio Orlando, Rosario Palazzolo, Ada Nisticò, Federica Butera, Filippo Parisi

Paese: Italia

Anno: 2019

Trama Il Traditore, il film di Marco Bellocchio, racconta il primo grande pentito di mafia, l'uomo che per primo consegnò le chiavi per avvicinarsi alla Piovra, cambiando così le sorti dei rapporti tra Stato e criminalità organizzata. Pierfrancesco Favino interpreta Tommaso Buscetta, il Boss dei due mondi, secondo una prospettiva inedita e mai studiata prima. All'inizio degli anni 80 è guerra tra le vecchie famiglie della mafia, Totò Riina e i Corleonesi. In palio c'è il controllo sul traffico di droga. Alla festa di riconciliazione delle 'famiglie' Tommaso Buscetta sente il pericolo. Decide di emigrare in Brasile per seguire i suoi traffici e allontanarsi dai Corleonesi che si accaniranno su due dei suoi figli e il fratello rimasti in Sicilia, e lui stesso è braccato anche in Brasile. Ma prima della mafia è la polizia brasiliana ad arrestarlo. Ora ci sarà l'estradizione e la morte sicura in Italia. Ma il giudice Giovanni Falcone (Fausto Russo Alesi) gli offre un'alternativa: collaborare con la giustizia. Per il codice d'onore della mafia equivale a tradire. Grazie alle sue rivelazioni viene istruito il Maxi-Processo con 475 imputati. Le sentenze decimano la mafia, ma Totò Riina è ancora latitante. La risposta è l'attentato a Falcone e alla sua scorta. Buscetta decide di fare nomi eccellenti della politica, è il testimone in numerosi processi e diventa sempre più popolare.
Proiezioni

Giovedì, 11/07/2019
21:30

Premi della critica

Recensioni della critica

Marco Bellocchio lo aveva detto, che questo suo nuovo film non avrebbe assomigliato a nessuno dei suoi precedenti, ed è vero. E se il paragone più immediato e ovvio è sempre e sicuramente quello con Buongiorno, notte - per via dell’elemento di ricostruzione storico-biografica di un personaggio reale - qui manca un netto scarto immaginifico e onirico che faceva deragliare quel film su Aldo Moro dai binari di una narrazione tradizionale. Se manca, è perché Bellocchio non l’ha voluto, non certo perché non ne sia capace. Perché ovviamente Tommaso Buscetta è un personaggio completamente diverso dal Presidente della DC ucciso dalle Brigate Rosse; così come completamente diversi sono gli impatti rispettivi sulla storia del nostro paese. Ma anche perché l’impressione è che Bellocchio abbia voluto fare di Don Masino un personaggio tragico, di stampo shakesperariano, e che quindi richiedeva un tipo di racconto diverso, e più lineare. Da quando ce lo presenta il giorno di Santa Rosalia del 1980, mentre si aggira con aria preoccupata e pensierosa per i saloni della grande villa che ospita la festa che avrebbe dovuto segnare la pace tra palermitani e corleonesi, e che poi è stata preambolo per la Seconda guerra di Mafia, fino al momento della sua morte, avvenuta vent’anni dopo, Bellocchio racconta il suo Buscetta come un personaggio fatto di ombre, opaco, che non si rivela mai davvero a chi ha attorno a sé - e quindi a noi che guardiamo. Tranne, forse, in alcuni momenti di luce e trasparenza nei confronti col giudice Falcone, il Buscetta di Il Traditore sembra sempre impegnato in una qualche forma di recita, o di operazione mimetica atta a nascondere qualcosa di sé. O da sé. È anche per questo, sembra dire Bellocchio nel suo film, che Buscetta andrà incontro all’umiliante interrogatorio nel corso del processo a Giulio Andreotti, che ne demolirà la credibilità di testimone e ne segnerà l’inizio di un declino patetico e inarrestabile.