REGIA: Clint Eastwood

GENERE: Drammatico

ATTORI: Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard

PAESE: USA

ANNO: 2010

DURATA: 129 Minuti

Riconoscimenti

Il totale voti inviati per questo film è 47
La media dei voti è 3

Il tuo voto:

Un operaio americano, una giornalista francese e uno studente londinese vengono toccati dalla morte con differenti modalità. George vive a San Francisco ed ha la facoltà di mettersi in contatto con i morti; Marie, dopo essere stata trascinata in acqua da uno tsunami in Indonesia, si trova a vivere un'esperienza tra la vita e la morte; Marcus ha perso il fratello gemello Jason in un incidente stradale e, da allora, è alla disperata ricerca di alcune risposte. Ognuno di loro cercherà di riuscire a rispondere alle domande che da sempre assillano l'essere umano: cosa c'è oltre la morte? Come può una persona scomparire per sempre? Chi rimane come può continuare a vivere?

"A ottant'anni, ma ancora nel pieno della giovinezza artistica, Clint Eastwood ha deciso di affrontare la domanda delle domande in maniera diretta e sconvolgente: esiste qualcosa oltre la morte? Un'avvertenza. Non si tratta di un film di genere. Di qualsiasi genere. I cultori delle ghost stories o degli horror ne rimarranno delusi. 'Hereafter' è da sconsigliare a chi crede già nel soprannaturale, ai clienti della fiorente industria collegata e agli abituali spettatori di baggianate ai confini della realtà. Al contrario, lo si raccomanda agli scettici, agli atei, meglio ancora se ferrei. A coloro che sono ancora convinti che le religioni siano l'oppio dei popoli. Perché a loro il film è rivolto. (...) Con un materiale simile qualsiasi regista e qualsiasi sceneggiatore finirebbero inghiottiti in una terra di nessuno fra il bizzarro e il sentimentale. Non questo regista e non questo sceneggiatore, Peter Morgan, che aveva già dato prova di talento in film completamente diversi come 'Frost-Nixon' e 'The Queen'. Non manca nulla del necessario per fare un bel film. La forza delle immagini e dei dialoghi, il tocco magico nel filmare le città, la recitazione memorabile dei protagonisti, compresi i piccoli gemelli, e di alcuni comprimari, a cominciare da Bryce Dallas Howard nella parte di Melanie, fuggevole possibilità per George di una vita normale. Ma 'Hereafter', è i caso di dirlo, va molto aldilà di un bel film. Grazie allo sguardo del regista, che non smette di meravigliare. Carico di pietas sulla vita delle cosiddette persone normali infinitamente più affascinanti degli uomini che fanno la cronaca e la storia." (Curzio Maltese, 'La Repubblica', 5 gennaio 2011)

"Per entrare nello spirito dell'ottimo copione di Morgan, già autore di impeccabili lavori di tutt'altro genere come 'Frost/Nixon' e 'The Queen', la chiave di volta è Charles Dickens, che Damon si diletta ad ascoltare letto da Derek Jacobi. Per quella sua capacità di coniugare con naturalezza picaresco e impegno sociale, realismo e fantasmagoria, il romanziere vittoriano, che a un certo punto come si sa si avvicinò al paranormale, è in qualche modo l'ispiratore segreto del film. Il viatico che muove la storia al suo epilogo; e attraverso il quale allo scoccare dei fatidici ottanta, Eastwood ha scelto di affacciarsi alla soglia dell'inconoscibile, imbastendo con estrema finezza di regia e uno sguardo stoico che non indulge mai al patetico.." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 7 gennaio 2011)

"La prima reazione, dopo aver visto il film di Eastwood chiudere il festival di Torino, era stata una specie di risposta (si parva licet...) alla freddissima accoglienza della stampa americana a 'Hereafter' (letteralmente Aldilà): ma come si poteva non farsi catturare da un film così diretto ed emozionante, così bello e classico? Adesso, dopo aver fatto decantare l'emozione di quella prima visione, si può tornare sul tema cercando di approfondirne i temi e le scelte. Cominciando da uno 'spostamento', quello dell'attenzione del regista che non è più calamitata dagli sforzi del singolo, come negli ultimi film. Qui il racconto si apre su una più complessa struttura corale: vengono in mente i due film su Iwo Jima (dove però il tema della guerra finiva per inglobare quello dei singoli soldati) e poi 'Mystic River' (dove comunque la visione del Male che distrugge sogni e innocenza unifica le diverse storie personali) ma forse bisogna tornare indietro a 'Mezzanotte nel giardino del bene e del male', per ritrovare lo stesso gusto e lo stesso piacere del racconto. Oltre alla stessa idea che la verità è nell'occhio di chi la guarda'. Perché 'Hereafter' non vuole convincerci che esista un aldilà: accetta l'ipotesi con il tradizionale pragmatismo americano (...) e su questi presupposti costruisce una storia. Anzi tre." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 2 gennaio 2011)

"Clint Eastwood, 81 anni a maggio, è un regista miracoloso, pure miracolato. Più invecchia più gira film moderni, essenziali, toccanti senza essere piagnoni, mai senili. (...) 'Hereafter' conferma il momento felice. In mano a Steven Spielberg, che qui coproduce, il copione scritto dall'inglese Peter Morgan sarebbe diventato un'altra cosa, l'elemento fantastico e ultraterreno avrebbe fatto prendere alla storia un'altra direzione. Eastwood, invece, manovra la materia, infida, a tratti a un passo dal ridicolo, con un pragmatismo poeticamente ammirevole: l'aldilà evocato dal titolo è un'ipotesi possibile ma non dimostrabile, un mistero dolente che, nella visione morale (non sepolcrale) del film, riguarda soprattutto l'esistenza tribolata nell'aldiquà. Scandito da musiche minimaliste come sempre composte da Eastwood al pianoforte, 'Hereafter' parte come un filmone catastrofico, a forte impatto spettacolare, ricolmo di effetti speciali. Un modo per farci toccare quasi con mano, in apnea, l'esperienza vissuta dalla giornalista francese Marie Lelay, cioè Cécile De France. (...) Le presenze ectoplasmatiche ogni tanto affioranti sullo schermo sono un tributo 'di genere' che si perdona volentieri a un film severo, emozionante, capace di muoversi su un crinale delicato, rispettando ogni prospettiva (materialista e spiritualista), senza rinunciare a un preciso punto di vista sulla società occidentale." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 4 gennaio 2010)

ORARIO SPETTACOLI


Venerdì, 21/01/2011 - Ore 21:45

Sabato, 22/01/2011 - Ore 20:15, 22:30

Domenica, 23/01/2011 - Ore 20:15, 22:30

Lunedì, 24/01/2011 - Ore 22:00  

Prossimo
film

Virgin Mountain

AAA

Cercasi volontari