REGIA: Daniele Ciprì

GENERE: Drammatico

ATTORI: Toni Servillo - Giselda Volodi - Fabrizio Falco - Aurora Quattrocchi - Benedetto Raneli - Piero Misuraca - Alfredo Castro - Alessia Zammitti

PAESE: Italia

ANNO: 2012

DURATA: 90 Minuti

Riconoscimenti

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La famiglia Ciraulo vive poveramente nel quartiere Zen di Palermo. Però davanti all’uscio di casa tiene parcheggiata una Mercedes fiammante, acquistata con il risarcimento che i Ciraulo hanno percepito in seguito alla morte della figlia Serenella, capitata per caso in mezzo a una sparatoria tra mafiosi. La Mercedes diventerà per i Ciraulo più che il simbolo della ricchezza, il simbolo della Miseria della Ricchezza, strumento di sconfitta e di rovina.

La Repubblica - La commedia all’italiana è morta a metà degli anni 70, ferita da Brutti, sporchi e cattivi di Scola e sepolta da Il borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli. I “mostri” dello schermo erano diventati troppo mostri nella realtà per essere raccontati. O almeno per garantire una minima identificazione da parte degli spettatori. Il lavoro di Daniele Ciprì comincia dov’è finita la lezione dei maestri Risi e Monicelli, la riprende con la necessaria dote di necrofilia e la conduce alle conseguenze estreme. La famiglia Ciraulo di E’ stato il figlio non è grazie al cielo «la famiglia che tutti potremmo essere », come sostiene l’autore, ma è di sicuro la famiglia che l’Italia di questi anni ha cercato di farci diventare. Un gruppo di “mostri” dominato dalla miseria, rischiarato da un unico e misterioso dono, la bellezza della piccola Serenella, che si perde quasi subito. La bimba viene uccisa da una pallottola vagante durante un regolamento di conti nella periferia di Palermo. Nel buio della disperazione, un vicino di casa fa balenare la scintilla avida di un risarcimento da parte dello Stato per le vittime di mafia. La sola promessa del danaro sconvolge la vita dei Ciraulo, li porta a indebitarsi prima coi commercianti e poi con gli strozzini, in attesa che si compia l’estenuante iter burocratico. Alla fine, quando i soldi arrivano davvero, sono diventati pochi per alimentare il sogno di miracolo economico. Bastano appena per coronarne una parvenza consumistica, l’acquisto di una fiammante Mercedes. L’auto di lusso restituisce a Nicola, che la tratta meglio della povera figlia, una paradossale fierezza paterna. Ma sarà la prevedibile fonte della definitiva tragedia. E’ stato il figlio segna il ritorno di un talento prezioso, Daniele Ciprì. Oltre alla conferma, semmai ve ne fosse bisogno, della grandezza di Toni Servillo, un Nicola indimenticabile fin dalla prima camminata. A parte questo, pensando alle doti profetiche dell’autore, fa paura. Al principio degli anni ‘90 la “Cinico Tv” di Ciprì e Maresco pareva una galleria di mostri esasperati e si è rivelata invece l’annuncio della classe dirigente che avremmo trovato di lì a poco in Parlamento. Speriamo soltanto, per il bene della nazione, che stavolta Ciprì abbia esagerato con i suoi cieli plumbei sulle nostre disgrazie.

Il Giornale - Ciprì usa, diversamente dal romanzo, il tono del grottesco più spinto, nei costumi, negli scenari, negli inserti visivi, moltissimo nell’interpretazione di Servillo. Fa un’unica eccezione nella sequenza al rallenti che mostra il fatto dolorosissimo all’origine di tutta la storia: un proiettile vagante di uno scontro tra bande rivali colpisce a morte la piccola della famiglia, Serenella (Alessia Zammiti). Ma per i disperati Ciraulo si apre uno spiraglio – ecco il pragmatismo cinismo – quando vengono a sapere del risarcimento dello stato per le vittime della mafia. Il miraggio dell’ingente somma diventa l’inizio della fine della famiglia che comincia subito a spendere e spandere finendo anche nelle mani di un usuraio. Quando poi i soldi finalmente arrivano, il capofamiglia decide fra l’incredulità generale di acquistare una Mercedes di lusso.

L"espresso - Con i milioni avuti dallo Stato per la morte della figlia, ammazzata (forse) dalla mafia, Nicola - Toni Servillo, in versione palermitana - si compera una Mercedes, e immagina d"aver vinto la miseria economica. Ne resta però un’altra, umana, e di quella si può morire. Una storia siciliana, ma non solo. La regia di Ciprì ne sa vedere l"orrore, forse più quello "fotografico" che quello morale.

ORARIO SPETTACOLI


Venerdì, 12/10/2012 - Ore 21:45

Sabato, 13/10/2012 - Ore 20:30, 22:30

Domenica, 14/10/2012 - Ore 20:30, 22:30

Lunedì, 15/10/2012 - Ore 22:00  

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