REGIA: Ethan Coen, Joel Coen

GENERE: Drammatico

ATTORI: Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, Adam Driver, Oscar Isaac, F. Murray Abraham, Max Casella, Alex Karpovsky, Ethan Phillips, Ricardo Cordero, Mike Houston.

PAESE: USA

ANNO: 2014

DURATA: 105 Minuti

Riconoscimenti

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La vita di un giovane cantante folk nella scena musicale del Greenwich Village del 1961. Llewyn Davis è a un bivio. A New York, durante un rigido inverno, il giovane, con l’inseparabile chitarra alla mano, lotta per guadagnarsi da vivere come musicista, affrontando ostacoli che sembrano insuperabili - a cominciare da quelli che lui stesso ha creato. Sopravvive solo grazie all"aiuto di qualche amico o sconosciuto, accettando piccoli lavoretti. Le sue disavventure lo portano un giorno in un deserto Chicago Club per un’audizione di fronte a Bud Grossman…

New York, 1961. In un locale del Greenwich Village, Llewyn Davis (Oscar Isaac) suona la sua chitarra e canta "Hang me" (impiccatemi), vecchia canzone folk. D"altra parte, dice al pubblico che applaude, se una canzone è folk è anche vecchia. Qualche minuto dopo, uscito sul retro, uno sconosciuto lo prende a pugni e calci. Inizia in questo modo "A proposito di Davis" ("Inside Llewyn Davis", Usa e Francia, 2013, 104"). E in questo modo finisce, quando ormai al giovanotto tutto è accaduto, o forse niente. Ispirato alla biografia di Dave Van Ronk, e colmo d"amore per la musica folk degli anni fra i Cinquanta e i Sessanta, il film di Ethan e Joel Coen è costruito come un cerchio. In qualche modo, nella breve avventura di Llewyn tutto torna su se stesso. Così accade, per esempio, in un racconto nel racconto che i due fratelli dedicano a un bel gatto fulvo. Ospite di una coppia di amici, Llewyn se lo perde per le strade di New York, lo rintraccia e lo riperde (ma la storia è più complicata). Alla fine, il gatto ricompare nella casa di quella stessa coppia. Ci è tornato da solo. Il suo nome è Ulisse. Come l"eroe omerico, anche il giovane musicista compie la propria odissea. La meta del suo viaggio da un locale all"altro del Village - e anche verso Chicago, in compagnia di Roland Turner, un orrido "ciclope" che ha la stazza di John Goodman - è insieme prosaica e utopica. Da un lato, Llewyn cerca qualche dollaro per sopravvivere. Dall"altro, insegue la perfezione artistica. Figlio di un vecchio marinaio, e marinaio egli stesso, è certo che la vita non debba esser perduta sognando inutilmente di scovare branchi di aringhe, per poi finire in un ospizio, inebetito e in attesa di morire. L"alternativa, se c"è, è l"autenticità che immagina di trovare nella musica. Questa è o dovrebbe essere la meta ultima della sua odissea. Ma non c"è, quella perfezione. O se c"è appartiene ad altri (da lì a poco nel Village trionferà Bob Dylan). Quanto a lui, si trova a metà strada fra chi accetta di vivere una vita che si perderà nel nulla, e chi riesce a raggiungerlo, il branco di aringhe. La sua posizione è la più scomoda. I primi non sanno come finirà. I secondi si consolano con quello che hanno raggiunto. Lui sa di non avere niente, e che niente avrà. La sua odissea non va da nessuna parte. Torna da dov"è partita, come quella del gatto Ulisse. Tutto ciò che gli resta è un energumeno che lo picchia, e la sua chitarra per cantare "Hang me." La canzone è vecchia come tutte le canzoni folk, ma non smette d"avere senso. - ESPRESSO

Llewyn Davis è un giovane folksinger nel Greenwich Village bohémien dell"inverno 1960/61. Vive alla giornata, ospite sui divani di amici, protetto dall’"mplacabile freddo newyorkese soltanto dalla sua giacchetta di velluto. Stretto fra la problematica relazione con Jean che è la donna del suo miglior amico Jim, cantanti folk come lui ma meno impazienti e intransigenti, e i tentativi fallimentari di affermarsi, tra manager, audizioni, esibizioni nei club, registrazioni rimediate per tirare a campare. Joel e Ethan Coen, ispirandosi a tutto materiale vero, hanno dedicato questa malinconica e crepuscolare ricostruzione a un"epoca e a un ambiente, il revival della tradizione folk che fu popolato da tanti personaggi che di lì a pochissimo sarebbero stati sconvolti dall"apparizione di Bob Dylan e dall"inizio di un"altra storia molto più fortunata. Molte canzoni, esecuzioni scrupolosamente integrali e dal vivo, gli attori cantano con le loro voci: il protagonista Oscar Isaac e con lui Carey Mulligan, Justin Timberlake e altri. Grande "partecipazione" di John Goodman jazzista dandy drogatissimo. - REPUBBLICA

È un film personalissimo dove lo spaccato di certa scena culturale e politica del “Village” è come alluso, o meglio sublimato a livello di atmosfera, di temperie d’epoca tramite un sotteso tessuto di rimandi (Kerouac, Capote); è una commedia nera giocata nel registro kafkiano congeniale agli autori e popolata dei loro tipici personaggi: a partire dall’inesistente musicista del titolo, il quale più che a Van Ronk somiglia a Barton Fink. Usando uno schema circolare (la fine coincide con l’inizio), i Coen imbastiscono il film in soggettiva sull’inquieto girare a vuoto del protagonista - a un certo punto con l’ingombrante compagnia di un gatto che dovrebbe riportare ai proprietari - cosicché la nota dominante è quella onirica (bella fotografia di Bruno DelBonnel). In ogni caso il quadro resta costantemente irradiato dalla scontrosa umanità di Llewyn che Oscar Isaac (nominato ai Golden) incarna con padronanza e sensibilità, interpretando lui stesso brani d’epoca arrangiati dal grande T Bone Burnett. In Usa il film ha avuto un’uscita di nicchia ed è entrato in gara per gli Oscar solo in due categorie minori, però per molti (fra cui noi) è uno dei migliori titoli della stagione. - LA STAMPA

ORARIO SPETTACOLI


Venerdì, 07/03/2014 - Ore 21:45

Sabato, 08/03/2014 - Ore 20:30, 22:30

Domenica, 09/03/2014 - Ore 20:30, 22:30

Lunedì, 10/03/2014 - Ore 22:00  

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